ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot per insegnanti e docenti. Quale scegliere e perché?

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Oggi un insegnante non può più permettersi di ignorare l’intelligenza artificiale, perché se fino a qualche anno fa non utilizzarla era una scelta comprensibile, ormai significa rinunciare a strumenti che possono semplificare parecchio la preparazione di lezioni, verifiche e materiali didattici. Naturalmente, non significa affidare all’AI ogni attività o accettare senza discutere ciò che produce, ma imparare a utilizzarla con criterio, conoscendone possibilità e limiti.

E già scegliere da dove iniziare può creare qualche difficoltà, considerando che ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot sembrano offrire funzionalità molto simili, almeno a prima vista. Proviamo allora a capire quale AI scegliere in base alle esigenze degli insegnanti, confrontando ciò che possono fare concretamente, senza fermarci alle promesse dei produttori.

ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot: cosa cambia e quale scegliere

A prima vista, ChatGPT, Gemini, Claude e Microsoft Copilot sembrano offrire più o meno le stesse possibilità. Possiamo chiedere a tutti e quattro di preparare una lezione, riassumere un documento, creare esercizi o adattare una spiegazione all’età degli studenti, ottenendo spesso risultati già abbastanza convincenti. La tentazione, quindi, è scegliere il primo strumento che conosciamo oppure quello di cui sentiamo parlare maggiormente, senza approfondire troppo le differenze.

Il problema è che saper svolgere un’attività non significa necessariamente svolgerla meglio degli altri, soprattutto se consideriamo le integrazioni disponibili, la gestione dei documenti e le funzionalità incluse nei diversi abbonamenti. Per un insegnante che lavora quotidianamente con Google Classroom, ad esempio, può essere più conveniente utilizzare uno strumento integrato nell’ambiente scolastico rispetto a un altro che richiede continui passaggi tra applicazioni.

ChatGPT di OpenAI

ChatGPT è probabilmente il nome più familiare e offre un ambiente particolarmente versatile per progettare lezioni, elaborare verifiche e sviluppare materiali attraverso richieste successive. Possiamo partire da una semplice idea, ottenere una prima proposta e continuare a modificarla fino a raggiungere un risultato adatto alla classe, intervenendo sugli obiettivi, sul livello di difficoltà o sulla struttura delle attività.

Tra le funzionalità più interessanti per gli insegnanti troviamo:

  • Progettazione didattica, per organizzare lezioni, unità di apprendimento, esercizi e verifiche.
  • Analisi dei documenti, per lavorare su PDF, dispense, tabelle e altri materiali caricati.
  • Ricerca online e Deep Research, per raccogliere informazioni, confrontare fonti e preparare approfondimenti.
  • Generazione di immagini, per creare illustrazioni e materiali visivi a supporto delle spiegazioni.
  • Progetti e GPT personalizzati, per organizzare materiali e predisporre assistenti con istruzioni specifiche.

Le funzionalità disponibili e i relativi limiti cambiano in base all’abbonamento, anche se la versione gratuita permette già di sperimentare diversi utilizzi didattici.

Gemini di Google

Gemini merita particolare attenzione da parte degli insegnanti che utilizzano già Google Workspace for Education, perché il suo vantaggio più concreto riguarda proprio l’integrazione con l’ecosistema Google. Se una scuola lavora quotidianamente con Classroom, Drive e Documenti, poter utilizzare funzionalità AI nello stesso ambiente può semplificare parecchio l’organizzazione dei materiali e la preparazione delle attività.

Tra le funzionalità più interessanti troviamo:

  • Gemini for Education, l’assistente AI disponibile nell’ambiente Google Workspace for Education.
  • Gemini in Classroom, per supportare la preparazione di materiali, attività e risorse didattiche.
  • NotebookLM, per analizzare dispense, documenti e fonti caricate, ricavandone sintesi e materiali di studio.
  • Integrazione con Google Workspace, per lavorare con Documenti, Presentazioni e altre applicazioni, secondo le funzionalità abilitate.
  • Gems, per creare assistenti personalizzati con istruzioni dedicate a specifiche attività.
  • Deep Research, per effettuare ricerche articolate e organizzare le informazioni raccolte.

Bisogna però distinguere l’assistente Gemini dalle funzionalità integrate nelle applicazioni Google, perché non tutto è disponibile gratuitamente e alcune possibilità dipendono dalle licenze e dalle impostazioni dell’istituto.

Claude di Anthropic

Claude è un’alternativa interessante soprattutto per chi lavora con testi articolati, dispense e documenti da analizzare o riorganizzare. Possiamo utilizzarlo per sviluppare spiegazioni, adattare materiali a livelli linguistici differenti e costruire contenuti attraverso revisioni successive, mantenendo nello stesso progetto documenti e istruzioni di riferimento.

Tra le funzionalità più interessanti troviamo:

  • Analisi di documenti lunghi, per esaminare dispense, PDF e materiali di riferimento.
  • Rielaborazione dei testi, per produrre sintesi, spiegazioni e versioni linguisticamente più accessibili.
  • Artifacts, per creare diagrammi, schemi, pagine interattive e altri contenuti visualizzabili separatamente dalla conversazione.
  • Creazione di documenti e presentazioni, per produrre materiali esportabili in diversi formati.
  • Progetti, per raccogliere documenti, istruzioni e conversazioni legate a una specifica attività.
  • Ricerca online, per integrare il lavoro sui documenti con informazioni provenienti dal web.

Claude può quindi essere una soluzione da provare per lavorare su materiali testuali complessi e contenuti strutturati, anche se attribuirgli una superiorità rispetto alle altre piattaforme senza confronti diretti sarebbe poco serio.

Microsoft Copilot

Microsoft Copilot è particolarmente interessante per gli insegnanti che lavorano nell’ambiente Microsoft 365 Education, soprattutto quando le attività quotidiane ruotano intorno a Word, PowerPoint, Teams e OneDrive. In un istituto che utilizza già la suite Microsoft, l’integrazione può rappresentare un vantaggio concreto, evitando di trasferire continuamente documenti e materiali tra applicazioni differenti.

Tra le funzionalità più interessanti troviamo:

  • Copilot Chat, per preparare testi, sintetizzare informazioni, effettuare ricerche e lavorare su documenti.
  • Teach, per supportare la creazione di lezioni, quiz, schede didattiche e rubriche di valutazione.
  • Integrazione con Word, per elaborare, riorganizzare e modificare documenti.
  • Integrazione con PowerPoint, per preparare presentazioni e materiali destinati alle lezioni.
  • Integrazione con Teams e Microsoft 365, per lavorare nell’ambiente digitale già utilizzato dalla scuola.
  • Generazione di immagini, per creare elementi visivi attraverso gli strumenti Microsoft disponibili.

Serve però distinguere Copilot per uso personale, Copilot Chat con account scolastico e Microsoft 365 Copilot a pagamento, perché le funzionalità cambiano sensibilmente e alcune integrazioni richiedono licenze specifiche.

Confronto tra ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot per insegnanti

Infografica comparativa di ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot per insegnanti, con punti di forza e aspetti da considerare.

A conti fatti, non esiste una piattaforma migliore in assoluto e, soprattutto, non serve sottoscrivere quattro abbonamenti per lavorare bene con l’intelligenza artificiale. Se la scuola utilizza Google Workspace, partire da Gemini può essere ragionevole, così come Copilot può risultare più comodo negli ambienti Microsoft. ChatGPT e Claude rimangono alternative da valutare in funzione delle attività da svolgere, ricordando che la qualità del risultato dipende anche dalle istruzioni fornite, dai materiali di partenza e dalla revisione del docente.

Come utilizzare l’AI per preparare lezioni, verifiche e materiali didattici

Utilizzare l’intelligenza artificiale per insegnare può far risparmiare parecchio tempo, soprattutto nelle attività di preparazione che spesso proseguono ben oltre l’orario scolastico. Pensiamo alla progettazione di una lezione, alla ricerca di materiali di approfondimento oppure alla costruzione di una verifica con domande di difficoltà crescente. Sono operazioni che richiedono attenzione e competenze, ma che comprendono anche una buona quantità di lavoro ripetitivo, sul quale ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot possono offrire un supporto concreto.

C’è però una differenza tra chiedere genericamente a un’AI di preparare una lezione e utilizzarla come strumento di progettazione didattica. Nel primo caso rischiamo di ottenere una spiegazione formalmente corretta, ma poco adatta alla classe, mentre nel secondo possiamo indicare obiettivi, prerequisiti, durata, materiali disponibili e difficoltà che intendiamo affrontare, lavorando insieme allo strumento per perfezionare progressivamente il risultato.

Le attività didattiche che possiamo affidare all’intelligenza artificiale

Le possibilità sono numerose, anche se alcune risultano decisamente più interessanti di altre. Non tutte le attività, infatti, richiedono lo stesso livello di intervento umano e una scheda di ripasso presenta criticità differenti rispetto a una verifica destinata alla valutazione degli studenti. Per orientarsi conviene partire dai bisogni reali del docente, individuando le operazioni nelle quali l’AI può ridurre il tempo di preparazione senza compromettere la qualità del materiale prodotto. Tra gli utilizzi più interessanti troviamo:

  • Progettazione delle lezioni, per organizzare obiettivi, contenuti, attività e tempi a disposizione, costruendo una sequenza didattica coerente.
  • Creazione di esercizi e verifiche, per elaborare domande aperte, quesiti a risposta multipla, esercizi graduati e relative soluzioni.
  • Preparazione di rubriche di valutazione, per definire indicatori, descrittori e livelli di competenza da sottoporre alla revisione del docente.
  • Analisi e sintesi dei documenti, per estrarre informazioni da dispense, articoli, materiali di studio e documenti programmatici.
  • Adattamento dei materiali didattici, per semplificare il linguaggio, riorganizzare i contenuti e predisporre versioni accessibili a studenti con esigenze differenti.
  • Creazione di mappe concettuali e presentazioni, per trasformare argomenti complessi in schemi, collegamenti logici e supporti visivi.
  • Ricerca di fonti e approfondimenti, per raccogliere documentazione, confrontare informazioni e individuare materiali utili allo sviluppo di una lezione.
Infografica con 7 attività didattiche da svolgere con l'AI e 3 passaggi per creare e perfezionare materiali per la classe.

Come ottenere materiali davvero utilizzabili in classe

Il risultato dipende molto da come formuliamo le richieste all’intelligenza artificiale. Scrivere semplicemente «Preparami una lezione sulla fotosintesi» lascia allo strumento troppe decisioni, dalla fascia d’età alla durata, passando per il livello di approfondimento e le modalità di verifica. Possiamo ottenere una risposta anche ben scritta, certo, ma non necessariamente un materiale che un insegnante potrebbe utilizzare senza doverlo rivedere quasi completamente.

Una richiesta più efficace dovrebbe indicare almeno la classe di riferimento, l’argomento, gli obiettivi di apprendimento, il tempo disponibile e il formato desiderato, aggiungendo eventuali vincoli didattici. Se disponiamo già di una programmazione, di una dispensa o di materiali di riferimento, possiamo anche fornirli allo strumento affinché lavori su contenuti definiti, anziché affidarsi esclusivamente alle proprie conoscenze generali.

Personalmente, ritengo particolarmente utile un approccio basato su tre passaggi successivi, nei quali l’AI propone una prima bozza, il docente ne controlla l’accuratezza e una nuova richiesta permette di correggere ciò che non funziona. La revisione può riguardare la difficoltà degli esercizi, la durata delle attività, la chiarezza delle spiegazioni oppure la coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le competenze effettivamente coinvolte.

C’è infine un aspetto che merita attenzione. Un materiale didattico ben scritto non è automaticamente un buon materiale didattico, perché una spiegazione può risultare scorrevole pur contenendo imprecisioni, così come una verifica può apparire completa e presentare domande ambigue o soluzioni sbagliate. L’intelligenza artificiale può quindi alleggerire il lavoro di preparazione, ma la verifica disciplinare e la scelta pedagogica rimangono responsabilità dell’insegnante, soprattutto prima di utilizzare i contenuti con gli studenti.

Un esempio pratico per preparare una lezione con l’intelligenza artificiale

Uno degli errori più frequenti nell’utilizzo di ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot per la didattica è pensare che basti scrivere «Preparami una lezione sulle proporzioni» per ottenere un materiale pronto da utilizzare in classe. Certo, l’intelligenza artificiale produrrà una risposta, magari anche ben organizzata, ma dovrà decidere autonomamente buona parte delle informazioni che non abbiamo fornito, dalla durata della lezione al livello degli studenti, fino agli obiettivi da raggiungere.

Dedicherò un articolo specifico a come costruire un prompt efficace per la didattica, approfondendo le tecniche per formulare richieste precise e ottenere risultati più coerenti con le proprie esigenze. Per il momento, preferisco mostrare un esempio concreto utilizzando ChatGPT, così da capire come impostare la progettazione di una lezione e quali informazioni fornire per ottenere una prima proposta sufficientemente strutturata.

Preparare una lezione di matematica con ChatGPT

Per l’esercitazione utilizziamo ChatGPT di OpenAI, partendo da una normale conversazione e senza ricorrere a GPT personalizzati o funzionalità che richiedono necessariamente un abbonamento. Immaginiamo di essere un insegnante di matematica che deve preparare una lezione sulle proporzioni per una seconda media, con 22 studenti che presentano livelli di partenza differenti e 60 minuti a disposizione.

Apriamo una nuova conversazione su ChatGPT e inseriamo il prompt seguente, che ho organizzato in sezioni per distinguere le informazioni sulla classe, gli obiettivi didattici, le attività da progettare e i criteri di controllo. La stessa richiesta può essere adattata anche a Gemini, Claude e Copilot, ma nell’esempio prenderemo ChatGPT come riferimento.

Come strutturare un prompt efficace per preparare una lezione

Prima di passare all’esempio pratico con ChatGPT, conviene capire come organizzare le informazioni da fornire all’intelligenza artificiale. Un prompt efficace non deve necessariamente essere lungo o complicato, ma dovrebbe contenere istruzioni sufficientemente precise da permettere allo strumento di lavorare su esigenze didattiche concrete, senza dover formulare troppe ipotesi sulle caratteristiche della classe o sui risultati attesi.

Per preparare una lezione, possiamo organizzare il prompt in sette elementi fondamentali, ciascuno con una funzione specifica.

  • Ruolo, per indicare la figura professionale e le competenze che l’AI deve prendere come riferimento.
  • Contesto, per descrivere la classe, l’età degli studenti, le conoscenze pregresse e il tempo disponibile.
  • Obiettivo, per specificare quali apprendimenti vogliamo favorire attraverso la lezione.
  • Attività richieste, per definire spiegazioni, esercizi, attività cooperative e modalità di verifica.
  • Vincoli didattici, per stabilire le condizioni da rispettare, come durata, risorse disponibili e livello di difficoltà.
  • Formato del risultato, per indicare come organizzare i materiali, distinguendo quelli destinati agli studenti da quelli riservati al docente.
  • Controllo finale, per richiedere una verifica preliminare della coerenza tra obiettivi, attività e contenuti.

Per rendere più chiaro il procedimento, ho preparato un prompt completo per una lezione di matematica sulle proporzioni, destinata a una seconda media. Possiamo copiarlo direttamente in ChatGPT oppure modificarne le informazioni per adattarlo a un’altra disciplina, ricordando che la precisione delle istruzioni aiuta a orientare il risultato, senza garantire automaticamente la correttezza dei materiali prodotti.

RUOLO

Agisci come un docente esperto di matematica della scuola secondaria di primo grado italiana, con competenze nella progettazione didattica e nella differenziazione delle attività.

CONTESTO

Devo preparare una lezione di 60 minuti sulle proporzioni per una seconda media composta da 22 studenti di 12-13 anni, con livelli di apprendimento differenti. Alcuni conoscono già il concetto di rapporto, mentre altri incontrano difficoltà nel collegamento tra frazioni e rapporti.

La lezione si svolgerà in un'aula ordinaria, utilizzando lavagna, quaderni e materiali cartacei.

OBIETTIVO

Progetta una lezione che permetta agli studenti di comprendere il significato delle proporzioni, riconoscerle in situazioni quotidiane e applicarle alla risoluzione di semplici problemi.

ATTIVITÀ RICHIESTE

1. Definisci tre obiettivi di apprendimento osservabili e i prerequisiti necessari.
2. Organizza la lezione in fasi progressive, indicando tempi, attività e materiali.
3. Prepara una spiegazione accessibile, con due esempi pratici.
4. Progetta un'attività cooperativa di 15 minuti per gruppi di 3-4 studenti.
5. Crea quattro esercizi a difficoltà crescente, con soluzioni separate.
6. Suggerisci due adattamenti per studenti che necessitano di maggiore supporto.
7. Prevedi una verifica formativa finale di cinque minuti.

VINCOLI DIDATTICI

Le attività devono essere realistiche e coerenti con il livello della classe. La durata complessiva deve essere di 60 minuti, senza sovraccaricare la lezione di contenuti. Non inventare riferimenti normativi o informazioni sulle caratteristiche individuali degli studenti.

FORMATO DEL RISULTATO

Organizza la risposta in tre sezioni.

- Progettazione didattica, con obiettivi, prerequisiti e tabella delle attività con i relativi tempi.
- Materiali per gli studenti, con spiegazione, esempi ed esercizi senza soluzioni.
- Materiali per il docente, con soluzioni, adattamenti e indicazioni per la verifica finale.

CONTROLLO FINALE

Verifica la coerenza tra obiettivi e attività, la correttezza dei passaggi matematici e la somma dei tempi. Segnala eventuali aspetti da controllare prima dell'utilizzo in classe, senza considerare il materiale automaticamente validato.

Limiti, privacy e utilizzo responsabile dell’AI nella scuola

L’intelligenza artificiale può alleggerire parecchio il lavoro degli insegnanti, ma sarebbe ingenuo pensare che basti ottenere una risposta convincente per considerarla anche corretta. ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot possono commettere errori, inventare riferimenti bibliografici, interpretare male un documento oppure proporre attività didattiche poco realistiche, il tutto con una sicurezza espositiva che, ammettiamolo, rende certe imprecisioni ancora più difficili da riconoscere.

A complicare le cose c’è poi la gestione dei dati degli studenti, perché utilizzare un assistente AI per preparare una spiegazione sulla Rivoluzione francese è ben diverso dal caricare una verifica già compilata, un documento scolastico riservato o informazioni relative alle difficoltà di apprendimento di un alunno. Prima di introdurre tali strumenti nel lavoro quotidiano, quindi, conviene distinguere i problemi legati all’affidabilità dei contenuti da quelli che riguardano la privacy e le regole previste per le scuole italiane.

Gli errori dell’intelligenza artificiale che un docente deve riconoscere

Il rischio più insidioso è probabilmente quello delle allucinazioni dell’AI, termine utilizzato per descrivere risposte che contengono informazioni inventate o inesatte, pur essendo presentate come attendibili. Un modello può attribuire una citazione all’autore sbagliato, proporre una formula matematica errata oppure indicare una fonte scientifica inesistente, inserendo magari l’errore all’interno di una spiegazione per il resto corretta.

E non dobbiamo nemmeno pensare che basti chiedere allo stesso strumento di controllare il proprio lavoro, perché anche la revisione automatica può contenere errori. Se stiamo preparando una verifica di matematica, ad esempio, è necessario ricontrollare le soluzioni, mentre per un approfondimento storico dovremo verificare date, interpretazioni e riferimenti documentali. La qualità della scrittura, per quanto apprezzabile, non può diventare un criterio sufficiente per giudicare l’attendibilità del contenuto.

C’è poi un limite meno evidente, che riguarda l’effettiva utilità didattica dei materiali generati. Una lezione può essere corretta dal punto di vista disciplinare e risultare comunque inadatta alla classe, magari perché propone troppe attività per il tempo disponibile, utilizza un linguaggio eccessivamente complesso oppure non tiene conto delle conoscenze pregresse degli studenti. L’AI può certamente aiutarci a costruire una prima proposta, ma la sua adeguatezza dipende da valutazioni pedagogiche che spettano all’insegnante.

Privacy e dati degli studenti

Sul fronte della privacy, la distinzione fondamentale riguarda gli account personali e gli ambienti istituzionali. Le versioni gratuite o a pagamento destinate ai singoli utenti non offrono necessariamente le stesse condizioni di trattamento dei dati previste per i servizi Education o aziendali, che possono includere specifiche garanzie contrattuali, controlli amministrativi e limitazioni sull’utilizzo dei contenuti per addestrare i modelli.

Google Workspace for Education e Microsoft 365 Copilot Chat con account scolastico, ad esempio, prevedono protezioni dedicate e dichiarano di non utilizzare le conversazioni degli utenti per addestrare i modelli secondo le condizioni dei rispettivi servizi. Una maggiore protezione dei dati, però, non equivale a un’autorizzazione automatica, perché spetta comunque all’istituto valutare quali strumenti adottare e per quali finalità.

Per un insegnante, il criterio pratico è abbastanza chiaro. Nomi degli studenti, voti, diagnosi, PEI, PDP, elaborati riconducibili a persone identificabili e informazioni familiari non dovrebbero essere inseriti in strumenti AI personali non valutati e autorizzati dalla scuola. Anche eliminare il nome da un documento potrebbe non essere sufficiente a renderlo anonimo, soprattutto se contiene dettagli che permettono comunque di riconoscere lo studente.

Cosa prevedono le norme italiane ed europee sull’AI a scuola

In Italia esiste già un riferimento istituzionale specifico, rappresentato dalle Linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il D.M. 166 del 9 agosto 2025. Le indicazioni affrontano l’adozione dell’AI nella didattica e nell’organizzazione scolastica, richiamando la necessità di valutare i sistemi utilizzati, tutelare i dati personali e definire responsabilità precise a livello di istituto.

Le Linee guida prevedono inoltre una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) prima dell’introduzione di trattamenti di dati personali mediante sistemi AI da parte della scuola, in coerenza con il GDPR. Non si tratta, quindi, di scegliere semplicemente l’applicazione più comoda, soprattutto se il suo utilizzo comporta il trattamento di informazioni personali degli studenti.

A livello europeo entra in gioco anche l’AI Act, il regolamento sull’intelligenza artificiale che, attraverso l’articolo 4, richiede ai fornitori e alle organizzazioni che utilizzano sistemi AI di adottare misure per favorire lo sviluppo delle competenze necessarie a impiegarli consapevolmente. La disposizione, applicabile dal 2 febbraio 2025 e modificata nel 2026, non impone un livello identico di preparazione a ogni singolo docente, ma richiede misure adeguate al contesto e alle persone coinvolte.

Ed è proprio sul tema della formazione che credo valga la pena soffermarsi, perché saper utilizzare ChatGPT o Gemini non significa automaticamente comprenderne i limiti, così come conoscere le funzionalità di Copilot o Claude non basta per decidere quali informazioni possiamo condividere. Per lavorare con l’intelligenza artificiale nella scuola servono competenze pratiche nella formulazione delle richieste, nella verifica dei risultati e nella protezione dei dati, oltre alla capacità di riconoscere le situazioni nelle quali è preferibile non utilizzare affatto tali strumenti.

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